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Luoghi Sicuri

  • Writer: LinesOff
    LinesOff
  • Dec 18, 2020
  • 2 min read

Ci sono luoghi che evocano pensieri felici, e pensieri che rimandano a luoghi sconfinati.

Ci sono infinitesimi che raccolgono grandi sogni, e infinità che scompaiono negli occhi di un bambino.


Ci sono luoghi che si ritrovano periodicamente, che assumono per noi valenze inquantificabili, luoghi che ci fanno sentire a casa in ogni parte del mondo.

Luoghi intimi, raccolti e privati. Luoghi che rappresentano porti sicuri nel caos della quotidianità.


Il mio posto sicuro nel mondo è la finestra: fin da quando sono bambina mi incanto a fissare i passanti, a scoprire che percorso facciano le gocce d'acqua sul vetro, a fotografare il passare delle stagioni sui tetti delle case e il fumo che esce dalle caldaie.

Ho sempre sognato di volteggiare in uno dei magici tramonti di ottobre e nelle albe di dicembre, nella dolce foschia invernale e nel caldo sole delle mattine d'estate; ho sempre guardato tanta gente attraversare la piazza sotto casa e ho osservato malinconicamente il silenzio della pandemia, dove le ombre dei pali hanno preso il posto dei passanti con i cani.


La finestra è il mio luogo: ovunque io sia, mi affaccio alla finestra e osservo la quotidianità, osservo le sue movenze, osservo il suo esserci nonostante il passare del tempo. Nascondendomi dietro la finestra, con un raggio di sole che mi scalda la pelle, mi ritrovo, mi connetto con la me più profonda e nascosta e inizio a pensare.


La finestra mi protegge, come scudo e come coperta, come amica e come mamma.

La finestra mi fa sentire sicura in ogni dove, mi fa sentire a casa in ogni tempo, mi aiuta a connettermi con la me più nascosta, come faro di verità.

La notte invece mi piace osservare nel proprio luogo sicuro, chi il giorno vedo per strada.

Le finestre di notte hanno tutt’altro significato: mostrano ciò che il giorno proteggono, ti permettono di entrare nell’intima quotidianità degli estranei.

L'inverno le finestre notturne si colorano delle luci degli alberi di natale, e in piena estate ti permettono di capire chi è andato in vacanza.

La notte, assente il caos nelle strade, le finestre ci mostrano come la quotidianità si riposa, le luci si accendono per la cena e si intravede qualche televisione, per poi spegnersi per andare a dormire.

Ma è all'alba che è ancora più emozionante guardare dalla finestra: una linea sottile di luce inizia a comparire dietro i Colli Albani e qualche finestra inizia ad accendersi, qualcuno si sta svegliando, non riesci a spiare chi si prepara per iniziare la propria giornata, ma ti senti meno solo nelle prime ore del mattino.


Dalle Finestre di imparano tante cose, ma più di tutto io imparo a volermi bene.


-M.

 
 
 

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